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Dopo tre settimane dalla seduta del 10 febbraio riprendono i lavori, ma il programma resta di basso profilo, come se in città non fossero presenti problemi o emergenze. Solo grazie ad alcune interrogazioni dell’opposizione è stato possibile affrontare alcuni temi ‘caldi’; tra questi segnalo i crediti che il Comune ha nei confronti del Parma Calcio: si tratta di oltre 1 milione di euro accumulati dal 2011 ad oggi, a dimostrazione che la crisi di questa società non è affatto recente né contingente.

Un’altra importante interrogazione ha riguardato il futuro dei servizi educativi per la prima infanzia; l’intervento della vicesindaco Paci è stato un capolavoro di vaghezza e inconsistenza (ha parlato di “tutta una serie di fattori” senza degnarsi di citarne neppure uno…). Il mese scorso ci aveva raccontato che aspettava i dati delle iscrizioni per decidere come organizzare le strutture di nidi e materne, adesso che il bando è chiuso da ben tre settimane sostiene che per l’incertezza della situazione finanziaria governativa non può pianificare il servizio. E’ tutto rimandato ad aprile e forse oltre, non si capisce allora come le altre città della Regione abbiano potuto confermare servizi e convenzioni. Nel corso della seduta c’è stata la manifestazione di protesta di una cinquantina di maestre di nidi e materne preoccupate del loro futuro e di quello di tante famiglie con figli piccoli. L’incertezza sui posti disponibili, sui plessi attivi, sul tipo di gestione del servizio impedisce ai genitori di pianificare l’organizzazione famigliare e di fare le giuste scelte per la crescita e l’educazione dei figli. Anche il modo in cui la vicesindaco Paci sta gestendo il problema è del tutto inaccettabile: fino ad ora non c’è stato alcun ascolto e coinvolgimento di genitori e insegnanti.

Nella parte deliberativa tre ore di dibattito sono state necessarie per discutere il nuovo regolamento, presentato dall’assessore Ferretti, per “il controllo strategico del Gruppo Parma”, in pratica la gestione delle Società Partecipate. Il tema sembra tecnico ma in realtà è più politico di quanto appaia. La proposta dell’assessore, con il pretesto di velocizzare e semplificare le modalità di presentazione di bilanci e piani industriali, in realtà toglie al Consiglio (maggioranza e minoranza) buona parte del controllo e del confronto politico. Nel frattempo, a distanza di quasi tre anni dall’insediamento della giunta, stiamo ancora aspettando il bilancio consolidato e il calcolo preciso dei debiti complessivi del Comune. Il nostro gruppo, con due emendamenti di Bizzi, ha cercato di correggere l’indirizzo della delibera, ma i cinquestelle hanno optato per una cieca fiducia nell’assessore. Alla fine l’opposizione ha votato compatta contro la proposta e la delibera è passata con il voto della maggioranza, con l’unica eccezione del dissidente Nuzzo.