1968-2018

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Esattamente 50anni fa Daniel Cohn-Bendit e compagni occuparono la Sorbona, dando inizio alle proteste del ’68 che cambiarono radicalmente i paradigmi e i riferimenti tradizionali della società occidentale.

Credo che i motivi che hanno innescato quella protesta siano tornati attuali e pressanti. Oggi come allora non sono più facilmente identificabili riferimenti e valori chiari: crisi della rappresentanza politica, relativismo e ambiguità delle idee, aumento delle diseguaglianze, conflitto generazionale, frammentazione sociale, integrazione parziale e precaria.

Chi ha lavoro e benefit se li tiene stretti egoisticamente; i giovani non possono progettare né sognare un futuro degno di questo nome. Dopo 50anni credo che la nuova generazione debba riprendere l’iniziativa, decidere su quali valori scommettere e dare avvio a un periodo di impegno diretto e personale.

I ventenni di oggi non possono sentirsi rappresentati dalle idee degli attuali politici populisti europei, e spetta a loro inventare nuovi paradigmi, con la creatività e la novità che la mia generazione non può neppure immaginare. Come fecero quei giovani nel ’68, che trascinarono e infiammarono operai, intellettuali e movimenti politici.

Mezzo secolo fa si provò a cambiare visione, in parte l’operazione funzionò. Oggi la crisi economica è diventata crisi sociale, e per uscirne è urgente un nuovo drastico cambio di rotta. I tempi sono maturi. Giovani dove siete? Se non ora quando?

PER DUE MINUTI SONO STATO VAN GOGH

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Il ritratto di Camille Roulin, figlio del postino amico di Van Gogh, non è mai stato tra i miei preferiti. L’espressione del ragazzo è intensa e misteriosa, ma l’eccesso di giallo del viso rischia di perdersi nel giallo dello sfondo; osservandolo da lontano quello che colpisce immediatamente è il cappello color blu ricco di sfumature e il bottone rosso della giacchetta proprio sotto il mento. Continua a leggere

ABBIAMO PERSO, PAZIENZA

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Finalmente una tornata elettorale dove è chiaro chi ha perso e chi ha vinto. Ha perso il PD e ha vinto il M5S (votato da 1 italiano su 3). La coalizione di centrodestra ha preso complessivamente più voti, ma è una vittoria di Pirro perché è un’alleanza nata con obiettivi opportunisti (le contraddizioni interne a questa coalizione sono palesi). Ci sono poi le persone: Berlusconi ha straperso, Salvini ha vinto, Renzi ha straperso, Di Maio ha vinto; Grasso e Boldrini hanno fallito clamorosamente; D’Alema e Formigoni vanno dritti in pensione (Civati scriverà un altro libro). Continua a leggere

La paternità tra letteratura, arte e neuroscienze

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Ho scritto un breve saggio sulla paternità, analizzando spunti artistici e letterari alla luce delle recenti scoperte delle neuroscienze. Arte e scienza, un binomio che trovo inscindibile. Per questo lavoro non sono riuscito a trovare un editore coraggioso disposto a pubblicarlo (per loro manca un target di lettori ben identificato e il testo non è abbastanza divulgativo, un modo elegante per dire che è noioso).

Ho quindi deciso di diffonderlo direttamente e di metterlo a disposizione di coloro che fossero interessati a questo argomento. Sperimento così una pubblicazione autonoma che utilizza la rete come veicolo promozionale. Nessun costo di carta e di distribuzione e nessun guadagno per nessuno. Soltanto diffusione libera di idee. In cambio chiedo a chi lo legge gratuitamente, di divulgarlo ai propri contatti potenzialmente interessati. Amerei anche un ritorno di opinioni su quanto scritto, per ottenere quel contatto con i lettori che i libri pubblicati non riescono a dare (il numero di copie vendute più che dal valore del testo dipende da quanto l’editore decide di investire nella promozione).

Questo saggio è in pdf liberamente scaricabile dal mio sito http://www.vocidibimbi.it, al link:

http://vocidibimbi.it/dir/la-paternita-letteratura-arte-neuroscienze/

Ogni paternità è debitrice di una maternità

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Ogni paternità è debitrice di una maternità.

Questa foto rappresenta quattro generazioni, un’intera linea patriarcale.

Il più giovane, ancora ignaro, deve tutto a sua madre, la moglie del giovane papà, che deve tutto a sua madre, la moglie del neo nonno, a sua volta debitore della madre moglie del bisnonno.

Questa foto di uomini sorridenti nasconde altrettante donne che con il loro impegno, rischio e sacrificio, hanno permesso che questo percorso esistenziale si possa realizzare.

A noi maschi corre l’obbligo di tenere memoria della nostra origine, del corpo da cui siamo usciti, dell’essere che ci ha nutriti. Questo debito di riconoscenza è la base della nostra identità di uomini, negarlo significherebbe perdere noi stessi.

Oggi l’ultimo debito della creazione è con Elisabetta che ha portato al mondo Federico.

Quando la luna diventa nera

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Scemi di guerra 2

Il brano evangelico delle Beatitudini è conosciuto e apprezzato da credenti e non credenti. Contiene una visione del mondo e della vita. Può essere letto anche come auspicio e progetto di società. In questo testo si esalta la bontà, la mitezza, la giustizia, la misericordia. Sono esplicitamente citati gli ‘operatori di pace’, cioè coloro che la pace la realizzano concretamente, come fosse un oggetto o qualcosa che si vede e si tocca. Continua a leggere

Contro la violenza, quella di genere e quella generica.

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Sui media e sui social sto leggendo interventi e commenti che ritengo fuorvianti e confondenti: un produttore cacciatore di attrici e modelle fa discutere su quanto è violenza e quanto è consenso interessato della vittima; un allenatore di 66 anni che ha rapporti con una giovane atleta di 12 anni accende un dibattito su quanto lei era consenziente; un genitore porta il figlio adolescente al pronto soccorso dopo averlo frustato con il caricabatteria del cellulare provocandogli profonde lesioni difficili da rimarginare, qualcuno sostiene che il ragazzo aveva davvero bisogno di una lezione; una prostituta viene trovata semicosciente legata a un cancello torturata da un cliente ‘che ha esagerato’, ma si tratta di una donna di serie B, invisibile e senza nome. Continua a leggere

Il noce di Federico

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Ieri nel giardino della casa di sasso in appennino abbiamo piantato un noce in onore di Federico, nato un mese fa. Oltre ai genitori c’erano nonni e bisnonni, zii e zie, cugini e amici. Federico è ancora ignaro dei nostri progetti, per lui adesso sono sufficienti la sua mamma e il suo papà. La pianticella messa a terra è ancora esile, con poche foglie sottili; come lui ha bisogno di qualcuno che se ne prenda cura. Continua a leggere

Salita al monte Orsaro: una solitaria in quattro

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Finalmente un giorno feriale senza turni in ospedale e neppure una riunione di staff. Le previsioni meteo non sono perfette, ma l’occasione è da non perdere. Posso partire per il monte Orsaro (1830 metri) per una ‘solitaria in quattro’. I compagni di salita sono Fabio, Lele e il Cocco, loro hanno sempre tempo, basta chiamarli e arrivano. Fabio è un concentrato di energia e di entusiasmo, non l’ho mai visto stanco o demotivato. Lele è nato ingegnere, molto riflessivo e sempre preciso, anche sui tempi di marcia (per lui arrivare  troppo velocemente in cima è come essere in ritardo). Il Cocco ha la montagna dentro da sempre, infatti è guida di professione, è il nostro Bonatti, equilibrato, attento, ma con la passione quando serve. Continua a leggere

REFERENDUM SI’, NO, FORSE

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Sarebbe bello poter votare pensando soltanto ai contenuti del quesito referendario.

Sarebbe bello poter votare valutando se la governabilità migliora con le modifiche decise dal Parlamento oppure se è più opportuno lasciare l’attuale situazione invariata.

Sarebbe bello ragionare sull’ipotesi del nuovo modello confrontandolo con quanto avviene negli altri Paesi europei simili al nostro. Continua a leggere