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“E’ assurdo pensare, come si fa in Occidente, che qui si possa mantenere a lungo un ghetto per ricchi. Che i muri intorno all’Europa possano fermare gli affamati.  La fame distrugge ogni muro. E gli affamati dell’Africa arriveranno da voi. Nessuna legge che limiti l’immigrazione vi proteggerà. Qui sorgerà una nuova cultura, un po’ europea, un po’ asiatica, un po’ araba e africana, frutto dell’immigrazione che nessun cannone, né confine fermerà. Nessuno ha mai vinto contro la gente affamata”

Questa frase è di Marek Edelman (1921-2009) ed è riportata nel libro Il guardiano, in italiano edito da Sellerio. E’ una profezia del 1997 perfettamente avveratasi dopo diversi anni. Edelman di ‘ghetti’ se ne intendeva: nel 1943, quando aveva poco più di vent’anni, guidò l’insurrezione del ghetto di Varsavia. Sopravvissuto a quell’evento (che vide la morte di quasi mezzo milione di ebrei), divenne medico cardiologo e proseguì l’attività politica nel partito socialista; nel 1981 fu incarcerato dal regime del generale Jaruzelski e divenne uno dei leader di Solidarnosc. Non volle mai trasferirsi in Israele perché si sentiva profondamente polacco. Si è sempre dichiarato internazionalista e contro qualunque regime totalitario.

Il sovranismo secondo Rousseau

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A seguito dell’insediamento del nuovo governo Lega-M5S la parola ‘sovranismo’ è entrata prepotentemente nel dibattito politico e sociale, da qualcuno usata con una valenza negativa da altri invece con connotazioni positive.

Il termine indica una posizione politica che prevede la sovranità nazionale in contrapposizione a una visione sovranazionale e internazionale. E’ utile non confonderlo con il nazionalismo; non è scontato ricordare che esiste anche un sovranismo di sinistra (in pratica un nazionalista non può non essere anche sovranista, ma un sovranista può non essere nazionalista). Continua a leggere

Prima la politica o la scienza?

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Davide Barillari: “La politica viene prima della scienza”.

Ad una veloce lettura pensavo a un refuso, invece la frase è corretta. Poi ho messo a fuoco un po’meglio l’autore e allora mi è stato tutto chiaro. Si tratta di un consigliere regionale M5S del Lazio, che si era candidato al ruolo di Governatore in contrapposizione a Zingaretti; un informatico che lavorava in banca, da tempo sostenitore dei gruppi no-vax nazionali; uno che scrive con convinzione e senza il minimo dubbio che le vaccinazioni di massa servono solo in presenza di gravi epidemie…o che promuove la medicina preventiva, senza il minimo sospetto che la vaccinazione ad oggi rappresenta il più efficace intervento di prevenzione primaria. Barillari ha anche istituito un Tavolo Tecnico per definire i contenuti di un disegno di legge sulle vaccinazioni, invitando i ‘cittadini esperti’ e i movimenti no-vax; i professionisti e le società scientifiche le ha previste solo in audizione, dopo la stesura della proposta di legge. Continua a leggere

Nonnità

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Una settimana passata in montagna con Federico.
Trent’anni fa nello zainetto c’era suo padre. Entrambi socievoli chiaccheroni con foglie e farfalle.
Una settimana a osservare con occhi nuovi oggetti consueti: un cavatappi a muro, il manometro dell’estintore, le pinze del camino, i mestoli di rame.
Giornate iniziate nel silenzio del mattino aspettando di sentire i gridolini di chi è felice di svegliarsi per vivere nuove avventure.
Giornate trascorse a camminare tra i faggi e i laghi del nostro Appennino, a triturare fiori tra le dita ancora maldestre, a pungersi con fili d’erba troppo duri, a staccare dagli alberi meline ancora acerbe, ad accarezzare il fusto rugoso e antico di un faggio.
Osservare con occhi da studioso curioso i fiori delle zucchine, trasformate dalla nonna in gustose pietanze.
Parlare ai riflessi dell’acqua increspata del lago con la certezza di ricevere adeguata risposta.
Scoprire un raggio di sole dentro il quale danza il pulviscolo e cercare di afferrare luce che non vuole farsi prendere; lasciare cadere sul palmo della mano gocce che misteriosamente cadono dal cielo.
Far cantare i sassi sbattendoli l’uno contro l’altro e cercare di capire da dove esce il suono di una armonica a bocca.
In questa settimana ho spaziato nel tempo ritornando agli anni dei figli piccoli. Ma ho anche rivissuto emozioni di quasi sessant’anni orsono, di quel periodo della vita così prezioso e unico da non voler lasciare tracce chiare nella mente.
Ringrazio Federico per aver portato il nonno in vacanza con lui.

1968-2018

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Esattamente 50anni fa Daniel Cohn-Bendit e compagni occuparono la Sorbona, dando inizio alle proteste del ’68 che cambiarono radicalmente i paradigmi e i riferimenti tradizionali della società occidentale.

Credo che i motivi che hanno innescato quella protesta siano tornati attuali e pressanti. Oggi come allora non sono più facilmente identificabili riferimenti e valori chiari: crisi della rappresentanza politica, relativismo e ambiguità delle idee, aumento delle diseguaglianze, conflitto generazionale, frammentazione sociale, integrazione parziale e precaria.

Chi ha lavoro e benefit se li tiene stretti egoisticamente; i giovani non possono progettare né sognare un futuro degno di questo nome. Dopo 50anni credo che la nuova generazione debba riprendere l’iniziativa, decidere su quali valori scommettere e dare avvio a un periodo di impegno diretto e personale.

I ventenni di oggi non possono sentirsi rappresentati dalle idee degli attuali politici populisti europei, e spetta a loro inventare nuovi paradigmi, con la creatività e la novità che la mia generazione non può neppure immaginare. Come fecero quei giovani nel ’68, che trascinarono e infiammarono operai, intellettuali e movimenti politici.

Mezzo secolo fa si provò a cambiare visione, in parte l’operazione funzionò. Oggi la crisi economica è diventata crisi sociale, e per uscirne è urgente un nuovo drastico cambio di rotta. I tempi sono maturi. Giovani dove siete? Se non ora quando?

PER DUE MINUTI SONO STATO VAN GOGH

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Il ritratto di Camille Roulin, figlio del postino amico di Van Gogh, non è mai stato tra i miei preferiti. L’espressione del ragazzo è intensa e misteriosa, ma l’eccesso di giallo del viso rischia di perdersi nel giallo dello sfondo; osservandolo da lontano quello che colpisce immediatamente è il cappello color blu ricco di sfumature e il bottone rosso della giacchetta proprio sotto il mento. Continua a leggere

ABBIAMO PERSO, PAZIENZA

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Finalmente una tornata elettorale dove è chiaro chi ha perso e chi ha vinto. Ha perso il PD e ha vinto il M5S (votato da 1 italiano su 3). La coalizione di centrodestra ha preso complessivamente più voti, ma è una vittoria di Pirro perché è un’alleanza nata con obiettivi opportunisti (le contraddizioni interne a questa coalizione sono palesi). Ci sono poi le persone: Berlusconi ha straperso, Salvini ha vinto, Renzi ha straperso, Di Maio ha vinto; Grasso e Boldrini hanno fallito clamorosamente; D’Alema e Formigoni vanno dritti in pensione (Civati scriverà un altro libro). Continua a leggere

La paternità tra letteratura, arte e neuroscienze

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Ho scritto un breve saggio sulla paternità, analizzando spunti artistici e letterari alla luce delle recenti scoperte delle neuroscienze. Arte e scienza, un binomio che trovo inscindibile. Per questo lavoro non sono riuscito a trovare un editore coraggioso disposto a pubblicarlo (per loro manca un target di lettori ben identificato e il testo non è abbastanza divulgativo, un modo elegante per dire che è noioso).

Ho quindi deciso di diffonderlo direttamente e di metterlo a disposizione di coloro che fossero interessati a questo argomento. Sperimento così una pubblicazione autonoma che utilizza la rete come veicolo promozionale. Nessun costo di carta e di distribuzione e nessun guadagno per nessuno. Soltanto diffusione libera di idee. In cambio chiedo a chi lo legge gratuitamente, di divulgarlo ai propri contatti potenzialmente interessati. Amerei anche un ritorno di opinioni su quanto scritto, per ottenere quel contatto con i lettori che i libri pubblicati non riescono a dare (il numero di copie vendute più che dal valore del testo dipende da quanto l’editore decide di investire nella promozione).

Questo saggio è in pdf liberamente scaricabile dal mio sito http://www.vocidibimbi.it, al link:

http://vocidibimbi.it/dir/la-paternita-letteratura-arte-neuroscienze/

Ogni paternità è debitrice di una maternità

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Ogni paternità è debitrice di una maternità.

Questa foto rappresenta quattro generazioni, un’intera linea patriarcale.

Il più giovane, ancora ignaro, deve tutto a sua madre, la moglie del giovane papà, che deve tutto a sua madre, la moglie del neo nonno, a sua volta debitore della madre moglie del bisnonno.

Questa foto di uomini sorridenti nasconde altrettante donne che con il loro impegno, rischio e sacrificio, hanno permesso che questo percorso esistenziale si possa realizzare.

A noi maschi corre l’obbligo di tenere memoria della nostra origine, del corpo da cui siamo usciti, dell’essere che ci ha nutriti. Questo debito di riconoscenza è la base della nostra identità di uomini, negarlo significherebbe perdere noi stessi.

Oggi l’ultimo debito della creazione è con Elisabetta che ha portato al mondo Federico.

Quando la luna diventa nera

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Il brano evangelico delle Beatitudini è conosciuto e apprezzato da credenti e non credenti. Contiene una visione del mondo e della vita. Può essere letto anche come auspicio e progetto di società. In questo testo si esalta la bontà, la mitezza, la giustizia, la misericordia. Sono esplicitamente citati gli ‘operatori di pace’, cioè coloro che la pace la realizzano concretamente, come fosse un oggetto o qualcosa che si vede e si tocca. Continua a leggere