Ogni paternità è debitrice di una maternità

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Ogni paternità è debitrice di una maternità.

Questa foto rappresenta quattro generazioni, un’intera linea patriarcale.

Il più giovane, ancora ignaro, deve tutto a sua madre, la moglie del giovane papà, che deve tutto a sua madre, la moglie del neo nonno, a sua volta debitore della madre moglie del bisnonno.

Questa foto di uomini sorridenti nasconde altrettante donne che con il loro impegno, rischio e sacrificio, hanno permesso che questo percorso esistenziale si possa realizzare.

A noi maschi corre l’obbligo di tenere memoria della nostra origine, del corpo da cui siamo usciti, dell’essere che ci ha nutriti. Questo debito di riconoscenza è la base della nostra identità di uomini, negarlo significherebbe perdere noi stessi.

Oggi l’ultimo debito della creazione è con Elisabetta che ha portato al mondo Federico.

Quando la luna diventa nera

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Scemi di guerra 2

Il brano evangelico delle Beatitudini è conosciuto e apprezzato da credenti e non credenti. Contiene una visione del mondo e della vita. Può essere letto anche come auspicio e progetto di società. In questo testo si esalta la bontà, la mitezza, la giustizia, la misericordia. Sono esplicitamente citati gli ‘operatori di pace’, cioè coloro che la pace la realizzano concretamente, come fosse un oggetto o qualcosa che si vede e si tocca. Continua a leggere

Contro la violenza, quella di genere e quella generica.

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Sui media e sui social sto leggendo interventi e commenti che ritengo fuorvianti e confondenti: un produttore cacciatore di attrici e modelle fa discutere su quanto è violenza e quanto è consenso interessato della vittima; un allenatore di 66 anni che ha rapporti con una giovane atleta di 12 anni accende un dibattito su quanto lei era consenziente; un genitore porta il figlio adolescente al pronto soccorso dopo averlo frustato con il caricabatteria del cellulare provocandogli profonde lesioni difficili da rimarginare, qualcuno sostiene che il ragazzo aveva davvero bisogno di una lezione; una prostituta viene trovata semicosciente legata a un cancello torturata da un cliente ‘che ha esagerato’, ma si tratta di una donna di serie B, invisibile e senza nome. Continua a leggere

Il noce di Federico

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Ieri nel giardino della casa di sasso in appennino abbiamo piantato un noce in onore di Federico, nato un mese fa. Oltre ai genitori c’erano nonni e bisnonni, zii e zie, cugini e amici. Federico è ancora ignaro dei nostri progetti, per lui adesso sono sufficienti la sua mamma e il suo papà. La pianticella messa a terra è ancora esile, con poche foglie sottili; come lui ha bisogno di qualcuno che se ne prenda cura. Continua a leggere

Salita al monte Orsaro: una solitaria in quattro

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Finalmente un giorno feriale senza turni in ospedale e neppure una riunione di staff. Le previsioni meteo non sono perfette, ma l’occasione è da non perdere. Posso partire per il monte Orsaro (1830 metri) per una ‘solitaria in quattro’. I compagni di salita sono Fabio, Lele e il Cocco, loro hanno sempre tempo, basta chiamarli e arrivano. Fabio è un concentrato di energia e di entusiasmo, non l’ho mai visto stanco o demotivato. Lele è nato ingegnere, molto riflessivo e sempre preciso, anche sui tempi di marcia (per lui arrivare  troppo velocemente in cima è come essere in ritardo). Il Cocco ha la montagna dentro da sempre, infatti è guida di professione, è il nostro Bonatti, equilibrato, attento, ma con la passione quando serve. Continua a leggere

REFERENDUM SI’, NO, FORSE

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Sarebbe bello poter votare pensando soltanto ai contenuti del quesito referendario.

Sarebbe bello poter votare valutando se la governabilità migliora con le modifiche decise dal Parlamento oppure se è più opportuno lasciare l’attuale situazione invariata.

Sarebbe bello ragionare sull’ipotesi del nuovo modello confrontandolo con quanto avviene negli altri Paesi europei simili al nostro. Continua a leggere

Lettera a Papa Francesco

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Caro Papa Francesco,

ho avuto molti dubbi se scriverLe questa lettera, poi ho pensato che Lei ha l’età di mio papà e che avrei potuto rivolgermi a Lei come a un padre. Ho 56 anni, vivo a Parma, faccio il pediatra, ho quattro figli uno dei quali in affido. La fede in Cristo ha guidato la mia vita. A differenza di quanto è successo a molti  amici e parenti,  nel corso degli anni la mia fede si è rafforzata, è diventata più matura e profonda per merito delle vicende della vita. La mia partecipazione alla vita ecclesiale è sempre stata molto attiva e ho assunto ruoli associativi di responsabilità nell’ambito della mia diocesi. Continua a leggere

LA TEOLOGIA DELL’EVOLUZIONE

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Evoluzionismo e creazionismo sono generalmente considerate due visioni della realtà antitetiche, la prima espressione della scienza la seconda della religione. Ne deriva un inevitabile e insanabile contrasto, come se l’una negasse l’altra. Nel XV secolo una simile querelle ha contrapposto la teoria di Copernico alla versione ufficiale che considerava la terra al centro dell’universo; sono occorsi molti anni, ma alla fine l’evidenza scientifica si è imposta, modificando definitivamente le precedenti ‘certezze’. Analogamente, le nuove conoscenze sull’evoluzione delle specie viventi, anziché negare l’interpretazione religiosa della creazione, producono nuovi elementi per una migliore e più profonda interpretazione della realtà. Dopo Darwin la teologia si trova nella necessità di aggiornare le proprie teorie, producendo un ulteriore salto conoscitivo del mondo creato. I primi capitoli della Bibbia sono stati scritti partendo dalle conoscenze disponibili in quel periodo, oggi abbiamo nuovi elementi per descrivere l’origine del mondo; nei secoli a venire il genere umano approfondirà ulteriormente il proprio sapere, con la consapevolezza che una conoscenza assoluta resterà preclusa. Continua a leggere

Viva gli sposi

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Ieri, nella suggestiva Pieve romanica di Sasso, si sono sposati Elisabetta e Jacopo (il mio Popo primogenito). Esattamente dopo trent’anni dal mio matrimonio con Monica, l’ho vissuto doppiamente come un momento importante e magico della nostra vita. Mi viene naturale una breve riflessione sul matrimonio. Le principali vicende dell’esistenza di solito non le possiamo scegliere: non dipendono da noi la famiglia in cui nasciamo, né il periodo storico né il luogo geografico; queste sono cose che avvengono al di fuori del nostro controllo, per le quali non abbiamo meriti o colpe, possiamo solo affidarci alla fortuna o al destino. Decidere di vivere insieme a un’altra persona rientra invece nel campo delle scelte, e questa è forse la decisione più importante della vita, quella che può davvero cambiarla nel profondo (nel bene o nel male). Per questa scelta occorre anche un po’ di fortuna, ma alla fine è quasi interamente nelle nostre mani. E’ merito nostro essere capaci di amare ogni giorno la persona che abbiamo scelto, dipende da noi la forza e il coraggio di superare gli inevitabili momenti di crisi, è legata alla nostra saggezza riconoscere che per condividere un’intera vita occorre saper cambiare insieme, rinunciando a qualcosa di noi per assumere un pezzetto dell’altro. Oggi non sarei quello che sono se non avessi vissuto la maggior parte della mia esistenza con Monica. L’amore con il tempo cala? Per noi è stato l’opposto, l’amore è cresciuto con noi e con le vicende della vita che lo hanno alimentato. Credo che sia tutto in quel momento iniziale, in quella scintilla che ti porta a decidere che vivere insieme è bello e produce frutti (i figli, ma non solo). Si parte con il sentimento (che è il succo della vita), ma poi si procede con il pensiero e la riflessione (che è lo strumento che guida la vita in porto). Trent’anni fa siamo stati capaci di fare una scelta, abbiamo rischiato e abbiamo vinto; il frutto del nostro amore (ma anche di quella decisione) oggi è maturato al punto da giungere lui stesso alla stessa nostra scelta di allora. Il cerchio si chiude? No, si apre, perché la vita è una infinita spirale aperta che punta verso l’alto, verso il futuro. Questa consapevolezza è appagante e riesce a dare senso a qualunque fatica e sacrificio. E’ emozionante e bello sapere che il nostro destino è nella nostre mani. Un grazie a Popo e a Betta, il loro cammino da oggi è anche il nostro.

“Ricordandosi della sua misericordia”

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Questo è l’anno giubilare della MISERICORDIA. La parola ‘misericordia’ non è molto diffusa nel nostro linguaggio quotidiano. Ho provato allora a riflettere sul significato di questo termine facendomi aiutare dal Magnificat, una preghiera che utilizzo spesso e che contiene due volte la parola ‘misericordia’, ai versetti 50 e 54. Continua a leggere